{"id":193618,"date":"2025-07-30T12:34:56","date_gmt":"2025-07-30T10:34:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/?p=193618"},"modified":"2025-07-30T12:34:57","modified_gmt":"2025-07-30T10:34:57","slug":"rectoverso-01-valle-daosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/rectoverso-01-valle-daosta\/","title":{"rendered":"#rectoverso #01 | Valle d&rsquo;Aosta"},"content":{"rendered":"\n<p>Recto <\/p>\n\n\n\n<p>Valtournanche. La valle del Cervino, quella che si spinge attraverso curve e curvoni alla ricerca del monte aguzzo di pietra che appare e scompare nelle curve e si staglia infine contro un cielo sempre pi\u00f9 aperto a pi\u00f9 di quattromilaquattrocentometri, s\u00ec, pi\u00f9 di 4.400 metri di ascesa verso il cielo. E tutte queste montagne che lo circondano e che occupano lo spazio dell\u2019orizzonte quando il Cervino scompare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 a valle, a Filey, piccola frazione di Antey-Sant\u2019Andr\u00e9, l\u2019albergo si trova sulla strada provinciale, proprio di fronte al giornalaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Hall dell\u2019albergo. Da una parte un salottino fatto di divanetti blu chiaro, crema e rosso che ingombrano tutto lo spazio disponibile, questi divanetti disposti a tre o quattro, a formare diversi salottini, uno dentro l\u2019altro dentro il salotto pi\u00f9 grande. Le tre signore sono raccolte insieme ancora stasera, a sedere sui divanetti rossi, quelli accanto al mio a strisce. Le loro parole sono leggere e allegre, anche allegre s\u00ec, non parlano solo del loro corpo, delle operazioni e delle malattie ma parlano anche di vestiti e della festa dei novant\u2019anni che aspetta una di loro fra pochi mesi, la signora con i bastoni che dice di avere 45 anni per gamba, forse la pi\u00f9 anziana di tutte e che vuole farsi fare un bel vestito per i suoi novanta. E queste parole mi rapiscono e portano lontano dalla lettura. Poi alle dieci si alzano tutte e tre e vanno via in punta di piedi, una dietro l\u2019altra, in fila indiana. A chiudere la loro lenta processione, la signora con gli occhiali rossi e il viso dolcissimo che sporge in avanti, piccola tartarughina. Prenderanno l\u2019ascensore e poi si chiuderanno ciascuna nella loro stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 al largo, nell\u2019altra parte della hall, quella con i diversi tavoli di legno, laddove si gioca a carte soprattutto, un pi\u00f9 grande raduno, questa volta misto di uomini e di donne e di et\u00e0 pi\u00f9 diverse, intorno al tavolo rotondo. I racconti sono tragici, malattie incurabili e morti. \u00c8 solo una donna anziana che parla e dirige tutto il gruppo che l\u2019ascolta senza proferir parola. Nessuno la interrompe, nessuno si alza e la conversazione tragica si allunga nella notte, gettando sconforto. Dittatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Vista sul Cervino. Lo spiazzo che offre la migliore vista sul monte si apre poco pi\u00f9 avanti dell\u2019albergo, in una piazza asfaltata che sembra un parcheggio senza macchine. Il Cervino non si concede sempre alla vista, restio, la maggior parte del tempo \u00e8 nascosto dietro alle nuvole.<\/p>\n\n\n\n<p>Cortile d\u2019entrata, passo incerto, i passi lenti di questi vecchi dalle pelli slavate. Gli sguardi sono intensi, di quelli che ti osservano in silenzio. Alcuni avanzano con il girello o lo tengono vicino. La signora della sera prima, quella delle tragedie, \u00e8 ancora lei che parla stamattina e intorno a lei un groviglio di vecchietti e vecchiette gregarie la lasciano imperare nella sua parola sgraziata. Pi\u00f9 lontano, sul prato, al tavolo sotto il gazebo la nonna di Varese con un ragazzino che fa i compiti di matematica, Daniele il nipote quattordicenne che l\u2019accompagna e la sera giocano a dama. Daniele ha proprio l\u2019et\u00e0 del figlio che ha perso da giovane. &nbsp;Stamattina i vecchietti sono quasi tutti fuori, prendono l\u2019aria. Si passa cos\u00ec la mattinata. Ma il Cervino non si vede neanche da questo cortile.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso <\/p>\n\n\n\n<p>Nella sala da pranzo, che poi \u00e8 anche la sala della cena, quella aerea, verde chiaro con la grande vetrata che d\u00e0 sul monte Cervino, si consuma il rito quotidiano che struttura la giornata dei nostri signori in vacanza e soprattutto delle nostre signore. Sin dalla mattina si \u00e8 svolta la correzione o la vera e propria rivolta al menu annunciato sul leggio all\u2019entrata della sala della colazione, che \u00e8 un&rsquo;altra sala, con le tovaglie rosse questa e che d\u00e0 sul cortile interno dell\u2019hotel. La signora si avvicina al leggio e la lettura del menu avviene ad alta voce \u201cPolenta alla carbonara, fontina e prosciutto, gelato al pistacchio e alla pesca, torta al pistacchio o frutta mista. Eh, no la carne no, la polenta la mangio senza carne. E pure il formaggio no, eh.\u201d Eddy o Maurizio, i camerieri della sala, si precipitano verso la signora che corregge ad alta voce. \u201cNon si preoccupi Signora, non c\u2019\u00e8 problema, gradisce qualcos\u2019altro al posto della carne?\u201d, il tono dei due interlocutori non \u00e8 proprio lo stesso. No, la signora non vuole niente al posto di tutto ci\u00f2 che non pu\u00f2 mangiare. Ma quando la rivolta diventa prepotente, Irma Machet, la proprietaria dell\u2019Hotel Filey di Antey-Sant\u2019Andr\u00e9 esce dalla cucina e riesce a redimere con il suo piglio montanaro: \u201cLe posso fare una braciola di carne al posto, ma non altro\u201d. Il pranzo e la cena cominciano quindi gi\u00e0 a colazione, anche se poi l\u2019attesa \u00e8 di qualche ora, trascorsa perlopi\u00f9 nel cortile dell\u2019hotel, quando la giornata \u00e8 bella, una volta comprato il giornale dal giornalaio di fronte per i pi\u00f9 distinti dei clienti. Sin da mezzogiorno, qualche signora aspetta sul divanetto davanti alla sala da pranzo, quella con le tovaglie verde chiaro, mentre oltre la porta scorrevole trasparente Eddy e Maurizio, come pesci in un acquario, finiscono i preparativi della cerimonia a venire, con passi di danza da una parte all\u2019altra della sala e scambiandosi indicazioni \u201cHai messo il pane senza glutine sul tavolo della 9?\u201d, \u201cOh, no me lo sono dimenticato, ora vado\u201d, \u201cE la bottiglia di vino alla 5? \u00c8 il Pinot bianco\u201d, ma queste frasi non le possiamo sentire oltre il vetro. Tutto \u00e8 pronto e ora Eddy a mezzogiorno e trentatr\u00e9, con tre minuti di ritardo, aziona la campanella, tirando la grossa corda come una campana di una chiesa medievale che risuona in tutto l\u2019hotel diventato ora un convento. Tutti quindi lentamente si dirigono verso sala da pranzo, in una processione ben pi\u00f9 collettiva dei piccoli gruppetti del dopo cena. Una famiglia \u00e8 seduta al tavolo che d\u00e0 sulla finestra. Anche loro hanno richieste speciali \u201cLa macedonia di frutta al posto del gelato\u201de i camerieri trascorrono molto tempo a questo tavolo, finch\u00e9 non esce Irma dalla cucina. \u00a0Un vecchietto solo. Una coppia. Una famiglia. La vecchietta in fondo alla sala \u00e8 sola, \u00e8 lei che fumando ripete \u201cIl fumo non \u00e8 un vizio. Diffidare di chi non ha vizi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recto Valtournanche. La valle del Cervino, quella che si spinge attraverso curve e curvoni alla ricerca del monte aguzzo di pietra che appare e scompare nelle curve e si staglia infine contro un cielo sempre pi\u00f9 aperto a pi\u00f9 di quattromilaquattrocentometri, s\u00ec, pi\u00f9 di 4.400 metri di ascesa verso il cielo. 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