{"id":81465,"date":"2022-06-30T00:14:11","date_gmt":"2022-06-29T22:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/?p=81465"},"modified":"2022-06-30T00:15:35","modified_gmt":"2022-06-29T22:15:35","slug":"40jours-16-i-spazi-di-abbandono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/40jours-16-i-spazi-di-abbandono\/","title":{"rendered":"#40jours #16 I   Spazi di abbandono"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>A casa<\/em>, dietro alla scrivania, la stessa di ora la scrivania, ma dietro a finestre diverse, di citt\u00e0 diverse, oggi a Marsiglia quella scrivania, la prima finestra quella di via Guerrazzi a Firenze, proiettata sulla strada, spettacolo sul mondo, passanti, il villino di fronte, giornate di pioggia, giornate di sole che attraversano questa grande finestra verticale di una strada secondaria, e scrivere lettere e lettere, e poi sempre a casa, a corso dei Tintori, con il convento di Santa Croce per sbieco in quegli anni difficili con la voglia di partire e tutto che scoppia dentro e scoppiare dentro questa citt\u00e0, dentro questi spazi chiusi, dentro a questa citt\u00e0 di spazi chiusi alla ricerca di altro, nelle <em>biblioteche universitarie<\/em>, a piazza Brunelleschi, dentro quel chiostro, di che ordine religioso&nbsp;? a studiare con Letizia, la scrittura \u00e8 ancora preparazione di corsi, appunti di letture, trascrizioni, lettura di codici medievali, appunti di corsi in chiese sconsacrate, in conventi, in sale capitolari, in anfiteatri improvvisati, e poi quelle illuminazioni e frasi che arrivano all\u2019improvviso. Consegnare tutto a lettere, corrispondenze, diari, chiudere tutto il flusso della scrittura l\u00e0 dentro. Quegli anni parigini, art pen, la stilografica con la punta tagliata che sembrava di scrivere un manoscritto del Medio Evo, camminare nella citt\u00e0, su binari abbandonati e friche che diventeranno da l\u00ec a pochi anni nuovi immensi quartieri della citt\u00e0, scrivere su fogli color ocra, quel testo <em>Parigi \u00e8 una citt\u00e0 di mare<\/em> ora in uno scaffale, fra i tanti testi negli scaffali o nel profondo del computer, testi sommersi, scrivere alla Cit\u00e9 U, in camera, scrivere in quel caff\u00e8 lungo la Senna, non lontano dal Marais, con quell\u2019immenso cane e quella scala a chiocciola che saliva su, il piacere di tornare sempre in quel caff\u00e8, abitudine foriera di tante altre pause in mezzo alla citt\u00e0, scrivere al primo piano della casa Lucien Paye alla cit\u00e9 U, nello spazio della biblioteca, a far finta di studiare o di scrivere, perturbata dalla stagione dell\u2019amore. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A Firenze in tanti posti, in tanti altri posti ancora. A via Benedetta, vicino alla stazione di Santa Maria Novella, dove \u00e8 stato l\u2019inizio. Con Cristina in mezzo alla strada che riceve clienti. Vederla ogni mattina, conoscerla piano piano, andare a mangiare insieme alla pizzeria di via della Scala e raccontarci le nostre vite incomparabili. Scrivere in casa. In quella stanza su via Benedetta, che la strada la sentivi entrare dentro. In quella casa torre. E quel testo <em>Voci di via Benedetta<\/em> che \u00e8 nato l\u00ec, in mezzo a quelle strade della zona della stazione, vicino alla prostituzione, quella Firenze ancora popolare a sprazzi, malgrado il terribile pogrom. &nbsp;E poi in via delle Pinzochere. Le Pinzochere. Laiche dell\u2019ordine francescano. S\u00ec di nuovo vicino a Santa Croce in un&rsquo;altra casa torre, queste case dove senti il Medioevo nel corpo e nello slancio verticale delle pareti. Poi per strada. Scrivere a piazza D\u2019Azeglio e l\u00e0 sentirsi altrove, oltre il MedioEvo, oltre la cinta delle mura, in uno spazio ottocentesco. Scrivere seduta alla panchina e ricordare incontri di altri tempi, altre vite. Poi sempre per strada al giardinetto di fronte alla libreria di via Gioberti, di fronte alla scuola dei Salesiani, in fondo fondo, proprio vicino a via Piagentina, dove viveva Lando, scrivere appoggiata a un albero, scrivere un testo sulla parola muro, scrivere sul muro e immergersi ancora di pi\u00f9 nelle profondit\u00e0 della mura fiorentine.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere sull\u2019autostrada. Prendere appunti al volo, frasi lette qua o l\u00e0, graffiti sui ponti e parole dei lavori stradali, <em>\u201crainurage\u201d mots des travaux publics<\/em>, operazione che consiste a creare punti di sfogo dell\u2019acqua per permettere una buona presa dei pneumatici sull\u2019asfalto, chiss\u00e0 come si dice in italiano, vivere sprazzi di parole in velocit\u00e0, fra una citt\u00e0 e l\u2019altra, quando il paesaggio invade tutto e tu diventi paesaggio in corsa, schizzi rapidi sulla aree di servizio o lunghe liste, come liste della spesa, repertori dell\u2019esistente, perdendosi negli oggetti e nelle parole. Scrivere in macchina, tremando.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere nel rumore di Marsiglia, in questa citt\u00e0 che t\u2019invade senza sosta, che vive nelle tue orecchie fino a notte tarda, che resta sempre viva, che non si addormenta mai, questa citt\u00e0 che scrive con te, scrivere il rumore di fondo, le sirene, le macchine, le urla, e ora stanotte i condizionatori d\u2019aria. Scrivere il rumore del condizionatore d\u2019aria dei vicini, nella notte fonda marsigliese.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle Oblate, sempre a Firenze. Scoprire questo convento, poi piccola biblioteca, la biblioteca di Sant\u2019Egidio, scoprire tutti i cortili di questo convento, i portici, le scale, perdere le parole in mezzo alle scale e ritrovarle fra uno scaffale e l\u2019altro della biblioteca in mezzo a un tempo del passato e uno del futuro, in una citt\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 la tua eppure resta l\u00e0, sfuggente come sempre ogni volta che ci torni. Ritrovare la citt\u00e0 fra i piani di questa biblioteca comunale, aperta dalle 8h alle 24h quell\u2019estate che l\u2019abbiamo frequentata tutti i giorni, ti ricordi? Le sale che si susseguono una dopo l\u2019altra, gli schermi, tutti quegli schermi, e quella sala che diventa internazionale d\u2019un colpo, stampa di tutto il mondo e telegiornali, magistralmente internazionale, tutti a seguire le notizie del proprio paese, e trovare finalmente un luogo dove ci si sente a casa e non per strada. Scrivere in mezzo ai libri, alle lingue, al via vai di studenti universitari, scrivere sulla letteratura postcoloniale, scrivere seguendo le tracce e cercare la traccia dello scrivere tra pi\u00f9 lingue. E d\u2019improvviso farsi sorprendere dal Cupolone, mirabolante visione.<em> Nous \u00e9tions ensemble, dans cette biblioth\u00e8que. La pause caf\u00e9 au 2\u00e8me \u00e9tage, le long des couloirs du clo\u00eetre. <\/em>La senzazione di toccare con lo sguardo il Cupolone, di poterlo abbracciare. Scrivere con il Cupolone di Brunelleschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere per bar a Marsiglia, irrequieta ricerca dell\u2019impossibile luogo. Alle Dana\u00efdes di pomeriggio, in mezzo ai giocatori di scacchi. Al Blum in mezzo a chi lavora ognuno dietro al proprio computer, bere un cioccolato caldo dopo l\u2019altro, finalmente un buon cioccolato caldo a Marsiglia. Scrivere alla Caravelle, tutto il giorno, con la citt\u00e0 che entra dentro il bar, via vai continuo di citt\u00e0. Scrivere fra un bar e l\u2019altro del Vecchio Porto, peregrina, in questo porto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A casa, dietro alla scrivania, la stessa di ora la scrivania, ma dietro a finestre diverse, di citt\u00e0 diverse, oggi a Marsiglia quella scrivania, la prima finestra quella di via Guerrazzi a Firenze, proiettata sulla strada, spettacolo sul mondo, passanti, il villino di fronte, giornate di pioggia, giornate di sole che attraversano questa grande finestra verticale di una strada secondaria, <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/40jours-16-i-spazi-di-abbandono\/\">Continuer la lecture<span class=\"screen-reader-text\">#40jours #16 I   Spazi di abbandono<\/span><span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":217,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"h5ap_radio_sources":[],"footnotes":""},"categories":[3251,3505],"tags":[],"class_list":["post-81465","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-40jours","category-40jours-16-ecrire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81465","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/users\/217"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81465"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81465\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tierslivre.net\/ateliers\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}